Cosmo Laera
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Bari / Porto

INCONTRI CON UOMINI STRAORDINARI
Circa vent’anni fa ha avuto inizio la mia collaborazione con i grandi fotografi, autori di fama mondiale che si sono avvicendati nelle delle varie mostre e festival che ho curato ed ideato e sempre, costantemente, ho chiesto loro la rilettura di un determinato luogo, la rivisitazione di un borgo o di una città. Spesso il contatto iniziale è stato determinante per gli sviluppi della ricerca perché si incomincia con un breve soggiorno in cui si avvia la conoscenza diretta degli spazi e si instaurano le basi delle relazioni umane. A partire da quel momento, da quello stacco sulla scena, ho sempre cercato di favorire un legame tra la ricerca artistica e la documentazione storica, ed ogni volta mi sono immedesimato nel modo di vedere e di fotografare dell’autore, seguendone le intuizioni, optando per le soluzioni che ho ritenuto più o meno idonee rispetto al progetto, al luogo e alle risposte che avrei potuto ricevere. Naturalmente con molti degli autori con cui ho collaborato si è instaurato un clima di empatia, capace di farmi vivere la vicenda fotografica dall’interno, coinvolgendo le nostre visioni in una progettualità condivisibile, autonoma ma pur sempre in sintonia, e di instaurare un rapporto di rispetto, di amicizia e di comprensione derivante dai tempi lunghi di attesa per uno scatto che tarda ad arrivare, da lunghe passeggiate con il vento o sotto la pioggia o con il sole e con un cavalletto, e un obbiettivo e un modo di stare insieme che in termini un po’ riduttivi si potrebbe riassumere come confidenziale.
Nell’insieme ho sempre pensato che tutti questi incontri con personalità così diverse tra loro eppure con tante analogie nel loro modo di vivere la fotografia, fossero una specie di continuo aggiornamento per la mia stessa esperienza di autore, che nel tempo avrei colto il senso di tanta dedizione da parte mia alla riuscita dei progetti. Così è stato e la vicenda con Bernard ha rivelato altri aspetti inediti della sua e della mia passione per la fotografia, da cultori della materia ci siamo immersi in una lettura trasversale, a lui l’aspetto più lirico, più intimo del racconto, avvallato nel linguaggio strutturale del bianco e nero e dal piccolo formato da lettura ravvicinata con il suo 50 mm, a me quello epico, della narrazione del quotidiano, dominato dalla luce e dall’eco degli spazi. Bernard Plossu è certamente uno degli autori più affermati ed interessanti del panorama europeo, e il suo racconto su Bari e sul porto ne è una ulteriore conferma sia per la struttura concettuale che ha presieduto l’intero percorso, sia per la sua straordinaria sensibilità di uomo che mi ha permesso, ancora una volta, di poter condividere una esperienza singolare con una visione fuori dalle mode e dalle tecnologie di tendenza. Questo libro raccoglie le immagini realizzate da Plossu a partire dal 2003, quando ho avuto modo di incontrarlo grazie, ancora una volta, a Mimmo D’Oria, stimatissimo e straordinario promotore di talenti, e che avrei ritrovato invitandolo nel 2005 per Mediterranea, la grande mostra di fotografia tenutasi alla Pinacoteca Provinciale di Bari, poi nel 2009 a Corigliano Calabro Fotografia, come autore ospite all’interno del festival, e nel 2010 alla Vedetta sul Mediterraneo di Giovinazzo dove ha preso forma l’idea di un libro che racchiudesse queste esperienze all’interno di Photomediterranea, completando un vivace confronto con la città di Bari ed il suo Porto.
Proprio alcune immagini del Porto sono realizzate da me in momenti coincidenti e in momenti successivi alle riprese di Bernard, e una volta aperta la possibilità di costruire il percorso di ricognizione intorno al porto di Bari è iniziata la relazione con il luogo ed è diventata più fitta la lettura degli spazi inerti, le pause lasciate come righe bianche tra l’arrivo di un traghetto e la partenza di una grande nave da crociera, alternando lo sguardo sullo spazio della scena, a quello sulle persone, alla visibilità delle forme umane nei loro spostamenti.
Questo libro è andato in crescendo nel tempo, agli spazi della fotografia si abbinano importanti presenze di scrittori italiani che hanno formulato una loro narrazione sul mare, elemento che diventa il terreno comune su cui si ritrovano le riflessioni artistiche e gli studi di documentazione storica, le dichiarazioni istituzionali e le osservazioni personali sul porto, e si conclude con un’intervista con Bernard a cui rivolgo anche oggi il mio affetto e un po di curiosità per le sue impressioni.

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