Cosmo Laera

UN PASSO DAL CIELO

23-11-2017 12:18

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Il paesaggio per C©osmo.
Ibernati in una luce glaciale. E qualcosa… sull’uomo del Similaun.
di Giuseppe Goffredo
Una figura nera rimpicciolita davanti alla grandezza di uno specchio glaciale, ibernata dal freddo alpino negli istanti multi strato del paesaggio. E’ qui il logo precipitato nel fondo di una memoria che risale nell’obbiettivo del fotografo da un’era primordiale, quando egli ha vissuto a contatto con la luce di una possibile glaciazione primaria. Il dato biografico coincide con uno scarabocchio scuro lasciato nel proscenio quasi a delineare la soglia conscia e inconscia, fisica e metafisica della rappresentazione; mentre alle spalle si apre la vastità del fondale delle montagne che lacrimano scivolando in un grande lago ghiacciato. Il dato biografico e quello metafisico in questa fotografia “A un passo dal cielo” di Cosmo Laera finiscono per farsi da specchio. Sicché la figura in basso e ferma come un proiettile che si arresta, atterrita in una luce irreale, ed irreale è il segno residuo di una scena che rivela la cifra stessa del paesaggio. L’irrompere prepotente del tempo che si verticalizza e ghiaccia. Il presente gela nell’occhio e conserva il tempo nell’attimo in cui è.
Il Paesaggio per C©osmo: dando a questo parola la doppia accezione: maiuscola e minuscola intendendo ciò che è ricercato nel lavoro di Cosmo e ciò che è capace di rivelarsi appunto nel cosmo del paesaggio: interiore, psichico, fisico metafisico.
C’è un dato che mi interessa qui rilevare nella fotografia di Laera ed è: la presenza dell’uomo di spalle. Nella prima fase della mia analisi d’istinto ho pensato al pittore tedesco Caspar David Friedrich, che amava porre le sue figure di spalla mentre osservano la luce del paesaggio. In questo modo chi guarda il quadro sa che il nostro è “uno sguardo di spalle” nel senso che: chi guarda di spalle, sa, che alle sue spalle c’è qualcuno che lo guarda; come dire la presenza di spalle avverte la presenza alle sue spalle e così via. In questo effetto specchio all’infinito ognuno vede alle spalle dell’altro, sicché comprende sé e la presenza dell’altro.
Così lo sguardo del paesaggio entra come dire in una sequenza infinita di sguardi e ognuno di essi è differente e vero; e al tempo stesso ognuno di essi può comprendere questa sequenza allo specchio. Questo però, in un certo senso ci riporta all’invenzione stessa della fotografia, che a differenza della pittura che ha inventato il paesaggio significato, considera la realtà moltiplicabile all’infinito, e ogni riproduzione, nell’infinito dei suoi dettagli ed esperienze replicabile. Spettri di presenze, appunto, che all’improvviso, da Louis Daguerre in poi, sconvolgono la definizione di spazio e di tempo composti in un’immagine.
Cos’è un’immagine fotografica? E noi dentro il suo apparire chi siamo? Queste domande hanno generato sgomento, gettando nel panico gli individui. E ora che siamo totalmente gettati nell’epoca dell’immagine e della fotografia l’orrore della presenza si è moltiplicato fino all’inverosimile. Sicché se la pittura è stata generatrice di significato al contrario la fotografia è diventata nuda esperienza della vista: l’osservabile di chi si può ingegnare a scattare ogni insignificante circostanza e moltiplicarla all’infinito.
Ed ecco l’idea geniale di Laera, egli applica alla nuda esperienza del paesaggio, la figura di spalle che guarda. Laera in altri termini introduce un elemento di scena per codificare il senso, sparigliare così le carte di chi guarda. Egli suggerisce l’orrore della presenza nella storia della fotografia e al tempo stesso, attraverso la figura umana di spalle, introduce uno sbarramento di senso. Così il naturale e il teatrale si ricompongono ed esplodono al tempo stesso verso l’inesprimibile e l’incomprensibile. Quello che vediamo nella fotografia dei paesaggi di Laera è ciò che c’è e si rivela come il nulla dell’essere nella sua forma naturale. Il suo precipitare verticale verso l’irra-presentabilità che pure è rappresentato dalle figure di spalle. In questo senso viene tracciato qui l’asse verticale e orizzontale dell’essere, ciò che i Sumeri designavano come l’Apsû, l’abisso, ovvero ciò che è là, davanti a tutti, che tutti vedono, che le definizioni nominano, ma che in un attimo sfugge a se stesso e a noi, e piomba di nuovo nell’incomprensibile e nell’inesprimibile. Tutto è chiaro e tutto non è. Sicché il visibile diventa velo dell’invisibile suo brivido e carezza perturbante.
Ma vedo qualcos’altro che aleggia nel paesaggio visto da Cosmo Laera ed è la sua luce. Anche qui l’iceberg è un indizio. Poiché la luce indica per quanto mi riguarda una percezione pura dell’apparire.
Il paesaggio nel suo apparire non sa nulla e non desidera sapere nulla, egli non si calcola teleologicamente come fine. Egli non prevede l’essere umano se non come intruso. Il paesaggio si spalanca come sguardo puro, egli sa parlare da solo con la sua luce. Così percepisco nelle fotografie scattate da Cosmo Laera quasi sempre un inquietudine che si addensa proprio nella rarefazione dell’immagine. Serpeggia nelle sue immagini un presentimento di quello che è. E come se Laera dicesse: il fuori di me che ti racconto è il vero ma non è il solo vero che vedi. Il vero che ti mostro è una vertigine di ciò vedi. Per questo chi di spalle guarda quello che tu guardi, come in una sequenza parallela vede ed è visto e costruisce la sequenza infinita del vedere, l’inganno irrimediabile del vedere: quello che nel visibile mai sarà visibile. La perdita, la rovina, la bellezza, ciò che ontologicamente è iscritto nella luce delle cose. Per questo Laera nello scarto fra l’immagine e lo sguardo introduce l’impossibilità di vedere: un residuo insidioso: l’interrogativo sulla vicenda umana di fronte alla natura. E a quell’interrogativo consegna l’inquietudine del nostro destino, scritto sulle spalle di ognuno che guarda.
In certo senso, accentuando la presenza teatrale dei personaggi di spalle, Laera vuole in parte ridicolizzarli e dall’altro dargli una valenza drammatica. Ma il suo vero significato è de-verbalizzare, ovvero liberare dallo sguardo umano la natura. L’uomo ir-resiliente e sicuramente responsabile con la sua verbalizzazione della possibile distruzione della natura e rovina di quello che egli stesso ha costruito con le sue mani. Egli non si è arreso né alle leggi superiori, né alla bellezza sovrana della natura. La specie umana che guarda le cose e il paesaggio, non vede, e per questo che sulle sue spalle si addensa l’ombra della catastrofe.
La rivelazione dell’ir-resilienza inequivocabilmente ci sta davanti, lo stiamo costatando: nulla è più nulla ma al tempo stesso è visibile rovina e bellezza, irreparabilità e mistero delle cose. Inevitabilmente la specie umana contempla la sua caduta e al tempo stesso l’immobile agonia della sua presenza e assenza. L’uomo davanti al paesaggio man mano rimpicciolisce arretra nella rinuncia, attua una lunga sparizione che precipita nel Apsû, nell’abisso del nulla.
E’ questa la “percezione del C©osmo” nelle due accezioni maiuscola e minuscola: suprema consapevolezza lucidata a specchio. Come l’uomo del Similaun trovato a pochi passi da qui nella valle Venosta:
La diga si ruppe e precipitò nel tempo
la sua ascia da caccia ghiaccia fra le sue mani.
L’uomo intorno sentì il rumore del silenzio nel naso.
Un fremito inspiegabile. Una distrazione dell’aria.
A un passo dal cielo.

Giuseppe Goffredo


ARTRIBUNE
GALLERIA KUNSTRAUM
DOLOMITI.IT



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Criss Cross

19-10-2017 16:15

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Criss Cross
La Bellezza della Croce



Dal 20 ottobre al 20 novembre 2017
Inaugurazione
venerdì 20 ottobre 2017 - ore 18.00
A cura di
Bustos Domenech


ph.Cosmo Laera
Opere di
Barbara Crimella, Robert Dandarov, Louis De Cordier, Tomasz Domansky, Pietro Finelli, Cosmo Laera, Paolo Manazza, Giovanni Mangiacapra, Jasmine Pignatelli, Benoit Piret, Danielle Twee Van Zadelhoff
Undici artisti di provenienza internazionale, si confrontano sul tema della croce nella Quadreria al primo piano della prestigiosa sede del Pio Monte della Misericordia a Napoli.
La mostra intende essere un contributo contemporaneo al complesso valore concettuale della croce. La croce s’insinua e abita nelle pieghe di molte rappresentazioni contemporanee, siano esse pittura, scultura, video, fotografia e cinema, segno che la storia e la stratificazione del valore simbolico di questo attraversamento, di questo incrocio – Criss Cross – che unisce i poli verticali e orizzontali delle nostre esistenze, continua ad affascinare e a rimarcare il nostro essere nel mondo.
Criss Cross, curata da Bustos Domenech non è una mostra a tema e neanche documentaristica sul valore simbolico e sulla sua rappresentazione, è piuttosto un corpo a corpo fra l’opera e il luogo, così fortemente connotato. Le opere abitano le stanze e gli spazi della Quadreria al primo piano del Pio Monte della Misericordia, come ospiti che portano la loro presenza e che si lasciano attrarre dalla complessa stratificazione delle opere esistenti e del luogo.
Affinché la mostra non sia un vuoto quanto improbabile exercise tematico (peraltro inarrivabile qualora si volessero seguire le orme di un sentire ancorato alle “forme”) ma, invece, una madeleine proustiana che si rinnova nell’accadimento del qui ed ora della mostra, partiamo da quanto ha detto Martin Scorsese nel suo A Personal Journey Through American Movies, quando lui chierichetto da bambino e seminarista da ragazzo, abbandona l’idea di farsi prete e sceglie il cinema. Egli non vede poi molta differenza tra la chiesa e la sala cinematografica: due luoghi in cui vi è sempre, anche quando non è esplicita, una ricerca di spiritualità. Due modi di rapportarsi alla spiritualità, che in luogo dei riferimenti formali, abbracciano il campo molto più interessante e complesso, di una ri-proposizione ancorata ai linguaggi del proprio tempo abbandonando vuote quanto inutili stereotipie.


La mostra è accompagnata da un catalogo a colori con testo del curatore.

PIO MONTE DELLA MISERICORDIA
VIA DEI TRIBUNALI 253 80139 NAPOLI +39 081446944/73 – FAX +39 081 445517
ORARI e APERTURA: Tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00 – domenica dalle 9.00 alle 14.30
L'esposizione è organizzata dall’Ass. Connessioni Culture Contemporanee, via Lucrino 64 - Napoli
INFO: 339 7919227 | info@connessionicontemporanee.it
http://www.connessionicontemporanee.it/eventi.html

https://www.arte.go.it/event/criss-cross-la-bellezza-della-croce-mostra-collettiva/
http://www.fattitaliani.it/2017/10/napoli-dal-20-ottobre-al-20-novembre-la.html

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Paesaggio materiale e immateriale: campagne fotografiche e nuovi territori dello sguardo

07-10-2017 10:08

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Matera



14 ottobre
Paesaggio materiale e immateriale: campagne fotografiche e nuovi territori dello sguardo

L’evoluzione tecnologica dell’ultimo ventennio ha permesso l’individuazione di nuove frontiere del reale e nuovi paesaggi del nostro quotidiano, determinando la nascita di complessi sistemi culturali, economici e politici e la proliferazione di intere città e caleidoscopi sociali.
Questa realtà è diventata oggetto privilegiato di indagine, racconto e progettazione e architettura, design e arti visive hanno sviluppato pratiche e dispositivi utili alla documentazione e alla progettazione di realtà digitali, elaborando una solida iconografia del paesaggio immateriale.
Tali dispositivi e pratiche hanno conquistato una specifica distanza dal paesaggio sinora conosciuto, contribuendo a un progressivo e diffuso disinteresse nei confronti dei luoghi in cui la maggior parte di noi tuttora vive.
Negli ultimi dieci anni questo nuovo paesaggio immateriale ha ampliato i suoi confini fino ad avvicinare e diffondersi nella molteplicità del paesaggio materiale. Le culture, le economie e le politiche dei due mondi si sono così confuse generando conflitti e tensioni ancora in corso.
E' ora in atto una tendenza crescente, che nasce da un bisogno di ritorno al reale; nuove traiettorie teoriche e operative, che incidono la forma di un quotidiano inedito.
Un paesaggio ibrido, doppio, in via di definizione.
Un panel di alte professionalità nazionali e internazionali si confronta nella giornata di studio dedicata al tema, promossa dal MiBACT in collaborazione con la Fondazione Matera 2019 e con il polo museale regionale della Basilicata.
Quali storie, forme, fenomeni e relazioni sono identificate, oggi, con il termine paesaggio? In una realtà assolutamente nuova, i cui equilibri sono in costruzione, qual è il ruolo, il valore e quali sono le responsabilità politiche della fotografia? Quali metodologie progettuali adotta e quali reciprocità disciplinari costruisce?

GIORNATA DI STUDIO 10h –18h
Sala delle Conferenze, Palazzo Lanfranchi, Piazzetta Giovanni Pascoli, 1, Matera

10h00 Saluti istituzionali:

Patrizia Minardi, Dirigente Ufficio sistemi culturali e turistici Regione Basilicata
Paolo Verri, Direttore generale Fondazione Matera 2019
Lorenza Bravetta, Consigliere del Ministro Dario Franceschini per la valorizzazione del patrimonio fotografico nazionale, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

10h30 – 13h Tavola rotonda: Campagne fotografiche nel paesaggio materiale
Modera:
Marta Ragozzino, Direttore del Polo museale regionale della Basilicata

Relatori:

Olivo Barbieri, Fotografo
Alberto Caffarelli e Andrea Masu, Alterazioni Video, New York
Nicolò Degiorgis, Fotografo, Artista ed Editore
Marco Ferrari, Architetto e Co-fondatore di Studio Folder
Filippo Maggia, Curatore per la fotografia italiana, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Antonio Ottomanelli e Anna Vasta, Fondatori Planar, Bari
Massimo Torrigiani, Co-direttore di Fantom e Direttore Artistico del Polo per l'arte e la cultura contemporanea, Bari

15h – 17h30 Tavola rotonda: Campagne fotografiche nel paesaggio immateriale
Modera:
Giuliano Sergio, Autore e Docente di Storia dell’arte, Accademia di Belle Arti di Urbino

Relatori:

Matteo Balduzzi, Curatore Museo Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo
Angelo Bianco, Direttore artistico Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea, Matera
Gianluca e Massimiliano De Serio, Registi
William Guerrieri, Fotografo e Curatore Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea, Rubiera
Cosmo Laera, Direttore Artistico Matera European Photography e Docente di Fotografia Accademia di belle arti di Brera, Milano
Francesca Marconi, Artista


17h30: Conclusioni e interventi dal pubblico

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FESTIVAL DI FOTOGRAFIA DI CAPRI 2017

23-06-2017 09:07

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Dopo le esperienze espositive di grande successo dedicate alla fotografia, dalla mostra del barone Von Gloeden (2009) a Mimmo Jodice (2010), da Herbert List e Maurizio Galimberti (2011), a Irene Kung e Ferdinando Scianna (2012) inoltre Francesco Jodice e Olivo Barbieri (2013), per proseguire con i Ritratti di Giovanni Gastel (2014) e la mostra di Massimo Siragusa (2015) la Fondazione Capri rilancia e prosegue la propria attività culturale e artistica con una nuova mostra alla Certosa di San Giacomo:

Capri: un’isola per la fotografia. La Collezione ideale
A cura di Denis Curti
Certosa di San Giacomo, Quarto del Priore, Capri
Inaugurazione sabato 24 giugno 2017 ore 19.00
Periodo: 25 giugno – 23 luglio 2017
da martedi a domenica – dalle 10.00 alle 19.00


Mostra in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Turismo
Polo Museale della Campania diretto da Anna Imponente
Certosa di San Giacomo a cura di Patrizia Di Maggio

Capri: un’isola per la fotografia. La Collezione ideale

La mostra sarà la prima di un ciclo sul tema del collezionismo della fotografia, una riflessione sul significato di collezionare: raccogliere immagini per restituire una funzione narrativa alla fotografia. Per dare corpo a questo progetto sono state individuate tre differenti modalità espositive, suddivise in tre anni. La prima mostra Capri: un’isola per la fotografia. La Collezione ideale prevede una raccolta fotografica tematica proposta direttamente dagli artisti con oltre 40 fotografie, come in una sorta di Collezione ideale.
La mostra si sviluppa attraverso 5 sottosezioni che traggono ispirazione dai forti sentimenti che ad ognuno di noi, in maniera universale, evoca l’idea di Isola. Ogni sezione sarà rappresentata dai lavori di 10 fotografi, per un totale di oltre 50 autori in esposizione.


Le cinque sezioni sono:
• Diversità (che comporta un isolamento dalla maggioranza. Ad esempio: minoranze etniche, religiose, politiche…)
• Speranza (Isola come luogo salvifico, terra di una nuova vita)
• Evasione (Isola come luogo lontano, esotico, nel quale fuggire)
• Intimità (Isola come metafora del nostro mondo interiore)
• Solitudine (allontanamento rispetto a tutto il resto)

La seconda sarà una selezione delle opere più importanti provenienti dai Collezionisti privati napoletani. La terza sarà una ricognizione all’interno delle fototeche pubbliche e private di Istituzioni, aziende, e fondazioni campane.



Artisti in mostra

Marina Alessi, Andrea Alfano, Maria Vittoria Backhaus, Isabella Balena, Olivo Barbieri, Gian Paolo Barbieri, Settimio Benedusi, Silvia Camporesi, Cesare Cicardini, Nicola Cicognani, Lorenzo Cicconi Massi, Francesco Maria Colombo, Roberto Cotroneo, Paola De Pietri, Paola Di Bello, Franco Fontana, Maurizio Galimberti, Betta Gancia, Giovanni Gastel, Piero Gemelli, Mario Giacomelli, Giacomo Giannini, Alberto Giuliani, Elena Givone, Alessandro Grassani, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Cosmo Laera, Alizia Lottero, Uliano Lucas, Raffaela Mariniello, Paola Mattioli, Giuseppe Mastromatteo, Malena Mazza, Francesco Merlini, Andrea Micheli, Nino Migliori, Davide Monteleone, Marco Pasini, Roberto Polillo, Efrem Raimondi, Filippo Romano, Andrea Rovatti, Ferdinando Scianna, Emanuele Scorcelletti, Paolo Simonazzi, Massimo Siragusa, Paolo Solari Bozzi, Gaia Squarci, Daniele Tamagni, Lady Tarin.

Inaugurazione
Sabato 24 giugno, Certosa di San Giacomo, ore 19.00

FONDAZIONE CAPRI
MIBACT
CAPRI NEWS
IL MATTINO

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PARETE MANZONI

01-06-2017 17:04

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La fotografia è fatta di luce. Luce che ci permette di trasportare i nostri pensieri da un luogo all'altro e che ci permette di viaggiare nel tempo. Ad ogni immagine corrisponde sempre un piccolo o grande ricordo e ogni ricordo si colloca in una dimensione di realtà che ci ha permesso di realizzare una esperienza.
Mettendo da parte Bergson e le sue riflessioni, ho ricreato una dimensione temporale simultanea, nella fotografia e nell'ambiente, spostando una intera parete dello studio di Francesco Hayez all'interno dello studio di Piero Manzoni. Una sovrapposizione, una stratificazione, ancora più spiazzante per chi si ritrova ad incontrare nello studio di un artista la parete dello studio di un altro del passato. Ma subentra un terzo elemento, o meglio ai due artisti evocati se ne aggiunge un altro, Pietro Capogrosso stavolta presente, una composizione tra passato remoto, passato recente e tempo presente. A questa sollecitazione concettuale corrisponde una stabile e sensibile corrispondenza di pensieri affidati alla fotografia e all'ironia. 


PARETE MANZONI
Cosmo Laera
Incontro - installazione
30 maggio al 17 giugno 2017 ore 17.00-19.00
ex studio di Piero Manzoni
via Fiori Chiari, 16
Milano

more: invito_LAERA.jpg (1.09 MB)

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DARSI

28-04-2017 00:09

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GIOCO D'ARTISTA / ARTE IN GIOCO

30-03-2017 20:31

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Mostra d’Arte Contemporanea 2017

GIOCO D’ARTISTA
Arte in Gioco. Da Bruno Munari a Pino Pascali

MUSEO MICHELE DE NAPOLI - Terlizzi

1 Aprile 2017 – 22 Aprile 2017




Ideazione del progetto e cura di:
prof.ssa Maria Vinella, Accademia di Belle Arti di Bari.
Coordinamento di:
prof. Giovanni Morgese, ADSUM arte contemporanea.

Comitato Scientifico: Mibact, Comune di Terlizzi, Università degli Studi di Bari, Accademia Belle Arti di Bari.
Patrocini: Comune di Terlizzi, Regione Puglia, Accademia Belle Arti Bari, Università di Bari.


Artisti: Giovanni Albanese, Biagio Caldarelli, Pierluca Cetera, Mimmo Conenna, Gaetano Fanelli, Cosmo Laera, Paolo Laudisa, Pino Pascali, Giuseppe Sylos Labini, Nicola Vinci.

Sezione Giovani Artisti: Damiano Azzizia, Mariantonietta Bagliato, Stefania Cicchelli, Mario Red De Gabriele, Cristina Mangini.

Sezione Didattica a cura di Maria Bonaduce e Maria Vinella.
Omaggio agli Artisti: Bruno Munari, Maria Lai, Pino Pascali, Alexander Calder.

L’arte e le opere d’arte non rappresentano solo un patrimonio storico e artistico, ma attraverso di esse è possibile scoprire nuovi modi per comprendere la creatività contemporanea. Per secoli l’uomo ha impiegato gran parte del suo tempo libero cimentandosi in giochi di vario genere. Dalla dama alle bocce, passando per i giochi di carte, sin dalle civiltà preclassiche ci sono innumerevoli testimonianze, provenienti da importanti opere d’arte, che illustrano quali fossero i passatempi preferiti. Con l’avvento dell’arte postmoderna il tema del gioco continua ad essere fonte d’ispirazione per artisti di diverse correnti come ad esempio Cézanne, Picasso, Matisse Klee, Kandinsky ecc. Nel Novecento diventano famosi i teatrini di Calder, le marionette dadaiste, i costumi futuristi, le armi-giocattolo di Pino Pascali, i giochi di Bruno Munari, le fiabe di Maria Lai ecc. Anche oggi, molti artisti con l’impiego di materiali diversi, sempre più vari, creano dipinti con paesaggi di fiaba, sculture fantastiche, narrazioni incantate. A loro è dedicato questo progetto di mostra per sollecitare non solo nei grandi ma anche nei più piccoli l’amore e il rispetto per l’arte.
Il progetto prevede l’organizzazione di alcuni laboratori d’arte mattutini per le scuole, con visite guidate e incontro con gli artisti. I laboratori per scuole saranno dedicati ai temi della sezione didattica della mostra.



Vernissage sabato 1 aprile 2017 ore 19,30
Interverranno il Sindaco di Terlizzi dott. Ninni Gemmato,
Ass. alla cultura avv. Marina Cagnetta, la responsabile della Pinacoteca dott.sa Maria Luisa Guastamacchia
e la curatrice prof.ssa Maria Vinella

visitabile dal 1 al 22 aprile 2017
orario: dal martedì al sabato ore 10.00-13.00 / venerdì e sabato anche ore 16.00 -19.00

(catalogo della mostra Edizioni Pegasus)

Pinacoteca De Napoli, c.so Dante, 9 - Terlizzi
info@pinacotecadenapoli.com -www.pinacotecadenapoli.com - tel 0803542836

ADSUM artecontemporanea
Tel. 3476502478 – adsum.arte@libero.it – www.retearte.it

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ANTEPRIMA / MATERA EUROPEAN PHOTOGRAPHY 2017

16-02-2017 00:33

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ANTEPRIMA
Matera European Photography 25/26 febbraio 2017
FORUM DI PROGETTI E PROPOSTE

Com'è noto la città di Matera sarà Capitale della Cultura nel 2019 ed è pertanto che è nato il progetto Matera European Photography come punto di partenza per una straordinaria occasione di incontro e di confronto dedicato alla produzione delle immagini e al ruolo della fotografia nel Sud Italia.
In questa prima fase intendiamo realizzare l’ANTEPRIMA del progetto attraverso un incontro che si svolgerà nei giorni 25 e 26 febbraio 2017.
L’ANTEPRIMA  è un evento di partenza che prevede due giorni di studio, di proposte e di confronto per affrontare in maniera organica e con competenze qualificate gli sviluppi possibili all'interno di questo territorio multiforme, attraverso la ricerca fotografica autoriale.
I percorsi possibili sono il punto essenziale del dibattito che si svolgerà con gli interventi e le proposte che saranno presentate, per garantire una linea analitica della importante testimonianza iconografica che già inizia a delinearsi nella manifestazione.
L'intento quindi è quello di avviare una rete di azioni che permettano di mettere in luce anche gli aspetti meno evidenti del tessuto sociale e urbano che determinano la struttura vitale della stessa città.
Questo momento permetterà a Matera la concentrazione di protagonisti ed esperti della ricerca fotografica e sarà un punto fermo  per  realizzare l’incontro tra le parti istituzionali  con gli autori, con i produttori, con esperti e storici della fotografia, galleristi, curatori e giornalisti.
Per gli invitati sarà l'occasione per un approccio alla città che consentirà, tra l'altro, di entrare in contatto con le strutture e le persone che hanno creduto in un progetto ricco di contenuti che ha tenuto e terrà impegnata una intera comunità per i prossimi anni.
Il forum di idee e progetti si svolgerà all’interno delle prestigiosi sedi di Palazzo Viceconte, Palazzo Lanfranchi e Casa Cava ubicati nel centro storico e prevede una serie di interventi e di presentazioni di esperienze attuate sul tema della restituzione iconografica del territorio attraverso l’uso della fotografia, una serie di interventi da parte dei rappresentanti delle istituzioni pubbliche e private, attive nella regione.


I partecipanti al Forum sono:

Avv. Raffaello De Ruggeri - Sindaco di Matera, Dott. Achille Spada – Consigliere Regione Basilicata Dott. Paolo Verri – Direttore Fondazione Matera-Basilicata2019, Dott.ssa Marta Ragozzino - Direttore del Polo Museale Regionale della Basilicata, Arch. Dora Capozza – Responsabile Commissione Cultura Ambiente e Territorio dell’Ordine degli Architetti, Ing. Padula Gregorio – Presidente Consorzio Albergatori


Giovanna Calvenzi - Curatore / Consulente di Donna Moderna, Denis Curti – Curatore - Direttore Artistico della Fondazione Tre Oci di Venezia / Direttore della rivista Il Fotografo, Matteo Luigi Balduzzi - Curatore / Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo / Forma Meravigli, Antonella Pierno – Docente Accademia di Belle Arti di Brera, Sergio Camplone – Fotografo, Paola De Pietri – Fotografo, Antonio Di Cecco – Fotografo e responsabile del Progetto Confotografia, Giorgio Barrera - Fotografo e Direttore Artistico Ragusa Foto Festival, Massimo Vitali – Fotografo, Claudio Sabatino – Fotografo, Marco Zanta – Fotografo, Filippo Romano – Fotografo, Andrea Botto – Fotografo, Gianpaolo Arena – Fotografo e direttore della rivista Landscapestories e del Progetto Calamità, Francesco Radino – Fotografo, Massimo Siragusa – Fotografo, Salvatore Picciuto - Direttore Portale Myphotoportal, Pierangelo Laterza – Fotografo, Cosmo Laera – Fotografo, Giuseppe Goffredo – Scrittore e Editore / Editrice Poiesis, Roberta Fiorito – Curatrice e Responsabile Scuola di Fotografia FProject, Michela Frontino – Ricercatrice visuale e redattrice de Il Fotografo, Sandro Iovine – Direttore della rivista FPmagazine, Luca Campigotto – Fotografo, Tiziano Doria –Fotografo, Zacharie Gaudrillot-Roy – Fotografo, Melania Avanzato – Fotografo, Marco Introini - Fotografo e docente al Politecnico di Milano, Fabrizio Bellomo – Curatore, regista, fotografo, scrittore, video-artista.

Gli interventi dei partecipanti si susseguiranno nelle due giornate, intervallati da proiezioni e presentazioni editoriali.

Nei due giorni saranno visitati una serie di luoghi di particolare interesse. Alla fine della seconda giornata saranno definite le aree di interesse per le produzioni artistiche grazie a cui Matera potrà essere finalmente pronta a presentarsi al grande evento che la vedrà Capitale della Cultura nel 2019.
Il forum è particolarmente interessante per le possibilità che offre anche alle istituzioni e agli imprenditori presenti sul territorio che vorranno approfondire le possibilità di partenariato con le attività nella bellissima città.

Le due giornate di studio sono aperte al pubblico che potrà partecipare previa iscrizione alla segreteria dell’evento ai seguenti indirizzi:
info@materaeuropeanphotography.org
https://www.facebook.com/MateraEuropeanPhotography/

25 Febbraio 2017
PALAZZO VICECONTE
Via San Potito, 7 - 75100 Matera, Italia
Ore 9.30

25 Febbraio 2017
PALAZZO LANFRANCHI
Piazzetta Pascoli, 1 - 75100 Matera, Italia
Ore 15.30

26 Febbraio 2017
CASA CAVA
Via San Pietro Barisano, 47 -75100, Matera
Ore 9.30


ph. Luca Campigotto


MATERA EUROPEAN PHOTOGRAPHY punta ad importanti risultati e si affida alla guida artistica di Cosmo Laera autore e fotografo da sempre impegnato nelle produzioni culturali, docente di fotografia all’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano il cui curriculum e elemento di garanzia per la qualità della manifestazione. L’organizzazione e la direzione tecnica è affidata all’associazione culturale Materaw nelle figure di Roberto Linzalone e Antonello Di Gennaro.

Sito
http://www.materaeuropeanphotography.org
info@materaeuropeanphotography.org

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PAESAGGIO NATURALE / PAESAGGI ARTIFICIALE

30-03-2017 20:51

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MAAAC e TORRE CIVICA
Museo Area Archeologica Arte Contemporanea Cisternino
Museum and archeological area contemporary art Cisternino Italy
direttore Mimmo Tamborrino
progetto e ideazione Alberto Vannetti

PAESAGGIO NATURALE PAESAGGIO ARTIFICIALE
Natural landscape artificial landscape
6 dicembre 2016 - 20 gennaio 2017
december 6 - genuary 20

MAAAC/TORRE CIVICA
Piazza Garibaldi Cisternino Br

L'amministrazione di Cisternino in collaborazione con il Gruppo Archeologico Valle d'Itria, l'ass. Luzzart e il MAAAC ha deciso di mettere a disposizione anche la medioevale Torre Civica per iniziare un percorso espositivo dedicato all'arte moderna e contemporanea in modo permanente.
Per iniziare e dimostrare che si può lavorare con il contemporaneo anche in un luogo decentrato ed in una struttura storica come il previsto Complesso museale di Cisternino in Valle d'Itria si è chiesto ad una serie di importanti artisti italiani di varie generazioni di offrire in prestito una o due opere significative del loro lavoro. Alcune sono già in custodia nel vicinissimo MAAAC sotto la Chiesa di S. Nicola dove si è appena conclusa la mostra contemporanea Ragione e Sentimento fra i suggestivi scavi archeologici.

Ci teniamo a ribadire che l'iniziativa è possibile anche per il lavoro volontario, in ogni campo, di molte persone che vogliono aprire o riaprire gli importanti monumenti del paese, quasi sempre chiusi e in stato fino a oggi di semi abbandono. Riteniamo che l'arte moderna e contemporanea possa essere un buon viatico per aprire questo percorso, partendo dall'antico e dal tessuto rurale del territorio ma per offrire nuove visioni culturali, estetiche e sociali.

La scelta degli autori è eterogenea come eterogenee sono le scelte formali, culturali e tecniche di ogni artista proprio per creare uno spazio visivo ampio, una gamma di possibili scelte e direzioni, ma sempre nella qualità della ricerca. Motivo è che queste prime scelte sono state fatte in collaborazione con altri artisti e critici d'arte, come sarà sempre in futuro, che in modo generoso vogliono partecipare ad un nuovo inizio ed eventualmente fare proposte culturali che riguardano il contemporaneo e anche il dialogo con l'antico.

Il prossimo appuntamento nel periodo festivo parte dalla visione del paesaggio, di ogni tipo, filtrato da sensibilità e cultura dell'autore.
Abbiamo pensato che in un piccolo paese di origine agricola ma oggi in pieno sviluppo turistico e artefatto il confrontarsi con questi ampi temi possa comunicare più adeguatamente con un pubblico non necessariamente "dell'arte". Il tema dei Paesaggi naturali in tutte le loro declinazioni o artificiali riprodotti o virtuali ci sembrano una chiave di lettura e confronto interessante negli spazi così densi di storia del Museo Archeologico e della Torre Civica entrambi di epoca medioevale, circa 1000 d.c.
Gli artisti a cui ci rivolgiamo di chiara fama o semplicemente di grande bravura sono chiamati a sostenere l'iniziativa interpretando, per quanto possibile, il tema della mostra. I loro lavori, se riterranno opportuno potranno essere lasciati in comodato e visione a rotazione per il tempo che riterranno necessario anche oltre la chiusura della mostra.


Gli artisti per Paesaggio Naturale Paesaggio Artificiale

Olmo Amato, Roma, Marco Biondi, Roma, Carlo Bertocci, (FI) Alessandro Bavari, (Lt), Paolo Bielli, Roma, Luigi Billi, Lucio Bracco, Cisternino/Roma, Angelo Calianno, Cisternino (Br), Lisetta Carmi, Cisternino, Michele Coniglio, (Ba) Valerie Chartrand, Canada, Alessandra Giovannoni,Roma, Massimo Livadiotti, Roma, Dino Lorusso (BA), Cosmo Laera (BA), Giorgio Kadmo Pagano, Roma, Maurizio Pellegrin, (VE), Claudio Spoletini, Roma, Ruggero Savinio, Roma, Adriano Settimo Radeglia, Mesagne (Br), GIanni Valletta (Ba).

Aprirà il percorso espositivo il dipinto di Angiolo Vannetti (Livorno 1881/Firenze 1962) "San Marco,Venezia" del 1930.

Il 6 dicembre verrà presentato anche il primo numero di MAMAgazine rivista/catalogo di informazione sulle mostre del MAAAC
Sul n 1 Ragione e Sentimento la mostra di tutta l'estate che ha visto circa 2000 visitatori

IL primo gennaio alle 20 nello scenario della cappella del Purgatorio lo spettacolo
Labirinto
Di e con Massimo Zaccaria e Onofrio Fortunato
Labirinto è uno spettacolo che narra la leggenda del Minotauro, una figura mitologica metà uomo e metà animale; ad accompagnare la sua storia invulnerabile fatta di libertà , ma nello stesso tempo anche d’illusione e d’inganno, è la voce di un narratore nel ruolo di Teseo.

In collaborazione con il Comune di Cisternino
la Cooperativa Saetta, il Gruppo Archeologico,
l'Ass. Luzzart, il maestro Pippo Patruno, il maestro Massimo Livadiotti.

Sostengono l'iniziativa e il Progetto per galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea :Coop LA DEMETRIA, OSTERIA BEll'ITALIA, LA BOTTEGA DELLO SFUSO, Masseria LAMA PELLEGRINI, BB MILLEFIORI e MIele, FERRARA S.A.S., La Taverna Della Torre.

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PRIMA VISIONE 2016

13-11-2016 20:25

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La Galleria Bel Vedere, in collaborazione con il GRIN, è lieta di presentare la mostra: PRIMA VISIONE 2016, una selezione di immagini realizzate nel 2016 da quarantadue fotografi che hanno scelto Milano come terreno di riflessione o di scoperta.

Bel Vedere Fotografia
via Santa Maria Valle 5
20123 Milano
tel+fax 02.6590879
Galleria Belvedere

martedì-sabato 15-19

Immagini dell'inaugurazione ph.Giacomo Infantino

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OPERAZIONE CA'BRUTTA

30-03-2016 11:38

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OPERAZIONE CA’ BRÜTTA
Un edificio, trenta fotografi, due archivi

Sala del Tesoro e Sale Viscontee
Castello Sforzesco, Milano
Dal 15 aprile al 10 luglio 2016
Inaugurazione 14 aprile 2016 ore 18.00

www.cabrutta.it

Tutto ha avuto inizio dal restauro di uno degli edifici più amati dai milanesi, la Ca’ Brütta. Edificio fotografato negli anni Cinquanta da Ugo Mulas, ritratto in molte e diverse occasioni da Gabriele Basilico. A partire della nuova immagine che l’edificio offre alla città dal 2016 abbiamo pensato a un progetto fotografico ampio, che ne testimoniasse il fascino immutato e l’abbiamo chiamato “Operazione Ca’ Brütta”: un invito rivolto a un gruppo di trenta fotografi milanesi o comunque residenti a Milano ognuno dei quali ha accettato di misurarsi con il racconto di un edificio “nobile” cittadino. Quasi tutti la conoscevano, pochissimi ne conoscevano la storia, tutti ne erano o ne sono rimasti affascinati.

I trenta autori hanno esperienze diverse, interessi diversi, cronologie differenti ed è con questo spirito che sono stati coinvolti: per creare una sorta di esercizio di visione individuale che nella somma delle immagini si traducesse in una lezione di visione applicata. Marina Ballo Charmet, Giorgio Barrera, Settimio Benedusi, Gianni Berengo Gardin, Riccardo Bucci, Maurizio Camagna, Luca Campigotto, Marisa Chiodo, Sabina Colombo (da un’idea di Cesare Colombo), Luca Contino, Alessandra Ferrazza, Giovanni Gastel, Giovanni Hänninen, Marco Introini, Cosmo Laera, Delfino Sisto Legnani, Davide Monteleone, Gianni Nigro, Cristina Omenetto, Simona Pesarini, Matteo Piazza, Pietro Privitera, Francesco Radino, Ray Banhoff, Claudio Sabatino, Efrem Raimondi, Laura Rizzi / Cristina Fiorentini, Alessandro Scotti, Toni Thorimbert, Paolo Ventura hanno quindi liberamente interpretato la Ca’ Brütta, raccontandola in esterni e in interni, nei dettagli, nei totali, nei colori, creando, come si sperava, un saggio delle molte possibili interpretazioni che la fotografia contemporanea offre.

GIOVANNA CALVENZI



Ca’ Brütta, edificio manifesto del Novecento a Milano, è l’opera prima dell’architetto lombardo Giovanni Muzio (1893-1982). Il progetto prende il via nel dicembre del 1919, quando Muzio entra come collaboratore nello studio dell’ingegnere Pier Fausto Barelli e dell’architetto Vittorino Colonnese. Lo studio è alle prese con il progetto di un grande corpo abitativo: un intero isolato alle porte della vecchia Stazione Centrale, un’area ai bordi dei confini della città storica, occupata dal Giardino Borghi.

Muzio è da poco ritornato da Parigi, dove era stato richiamato nel febbraio del ‘19, dopo un breve congedo, alla Sezione Militare della Conferenza della Pace, in qualità di tecnico cartografo. La permanenza in Veneto con la scoperta diretta della realtà oggettiva dell’opera del Palladio, il periodo al fronte trascorso in Francia e poi in Belgio, la breve licenza che, alla fine della guerra, lo porterà a visitare Bruxelles, Londra e Parigi, conducono Muzio a immaginare una visione di architettura che non può prescindere da una visione unitaria del problema architettonico e urbanistico. Ca’ Brütta, di cui Muzio rivoluzionerà l’intero progetto preliminare dello studio Barelli – Colonnese, rappresenta una prima sintesi di quel rapporto fra “piccola città” e “grande casa” che lo guiderà nella progettazione di oltre 50 edifici nella sola Milano. Nel giugno 1922, quando Ca’ Brütta apparirà inaspettata alla città, con la sua curva iperbolica, critica e opinione pubblica ne parleranno a lungo. Muzio accoglie la sua “prova” con piena calma. Ca’ Brütta non costituisce per lui l’eccezione, così come appare agli occhi degli altri, ma è semplicemente il traguardo del suo primo processo di ricerca. Il risultato gli appare “buono” come si doveva dimostrare; la strada è, pertanto, perseguibile.

“Operazione Ca’ Brütta” nasce dal desiderio di raccontare l’opera prima di Giovanni Muzio, in occasione del primo restauro. Il racconto, scaturito dalla missione fotografica, offre una lettura inedita dell’edificio, nel suo insieme e nella sua infinita ricchezza di dettagli, dagli esterni agli interni, da chi la vive o la attraversa. Un grande album, un omaggio alla poetica che Ca’ Brütta ancora oggi riesce a trasmettere.


GIOVANNI TOMASO MUZIO

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IN INSULA 2014–2015

27-01-2016 21:23

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ph.Cosmo Laera

IN INSULA 2014–2015

Mostra delle residenze d’artista e dei progetti realizzati sull’Isola Comacina
Ex Chiesa di San Carpoforo, Via Formentini 10 – 20121 Milano 29 gennaio – 6 febbraio 2016
Inaugurazione 29 gennaio, ore 12.00


Venerdì 29 gennaio 2016 alle ore 12.00 presso l’Ex Chiesa di San Carpoforo a Milano inaugura la mostra In Insula 2014 – 2015 organizzata dall’Accademia di Belle Arti di Brera e dalla Fondazione Isola Comacina.
La mostra, a cura di Marco Pellizzola, propone un racconto unitario delle diverse esperienze e attività artistiche che si sono svolte negli anni 2014 e 2015 sull’Isola Comacina, nate dalla collaborazione tra Accademia e Fondazione.
L’Isola possiede infatti un patrimonio archeologico, artistico, architettonico e paesaggistico di rara bellezza. Affidata dal Re del Belgio alla Fondazione omonima, di cui fa parte l’Accademia di Brera, l’Isola ha rappresentato per secoli un luogo di ispirazione per artisti, poeti e intellettuali. Alla fine degli anni ’30 del 1900 l’Arch. Lingeri progettò tre Case per Artisti in stile razionalista, in cui l’Accademia e le rappresentanze Belghe delle Fiandre e della Vallonia ospitano annualmente artisti in residenza.
Oltre alle residenze, l’Isola si presta ad accogliere ed ispirare progetti artistici e culturali ad ampio spettro, che spesso indagano il particolare rapporto tra arte storia e natura, incarnato dall’Isola stessa. Il percorso espositivo si snoda quindi tra le Residenze d’Artista, le opere del ciclo InterNature curato dalla Scuola di Scultura, e lo spettacolo itinerante Alcina organizzato dalla Scuola di Scenografia.
Contestualmente alla mostra, l’Accademia ha istituito una collezione che, anno dopo anno, andrà arricchendosi delle opere donate dagli artisti residenti. Ad oggi, la collezione raccoglie opere di: Marco Bucchieri, Marta Colombo, Pietro Finelli, Luca Ghirardosi, Teresa Iaria, Cosmo Laera, Alice Pedroletti, Geremia Renzi, Davide Tranchina, Pietro Weber, Alberto Zamboni.
Il fil rouge è quindi sempre l’Isola Comacina in persona, la cui presenza è a volte manifesta ed evidente, come in alcune opere fotografiche, a volte più celata o metaforica, nelle opere ispirate alle suggestioni e al fascino misterioso dell’Isola.


Informazioni mostra
Sede espositiva: Ex Chiesa di San Carpoforo, Via Formentini 10 – 20121 Milano Apertura al pubblico: 29 gennaio 2016 – 6 febbraio 2016
Inaugurazione: 29 gennaio 2016, ore 12.00
Curatore: Marco Pellizzola
Orari: dal lunedì al venerdì 9.00 – 18.30, sabato 9.00 – 13.30 Giorno chiusura: domenica
Ingresso gratuito

more: Manifesto....pdf (2.52 MB) Manifesto....jpg (0.53 MB) Comunicato_Stampa_In_Insula_2014___2015_2.pdf (1.24 MB)

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