Cosmo Laera

10 FOTOGRAFI PER 10 MUSEI - PALAZZO LANFRANCHI A MATERA

18-09-2018 13:04

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PALAZZO LANFRANCHI

Inaugurazione
Mercoledì 19 settembre h. 19.00
Ingresso gratuito

Mercoledì 19 settembre, alle ore 19.00, in occasione della giornata gratuita dei musei statali della Basilicata, che si tiene il 19 di ogni mese per scandire l’avvicinamento al 2019 insieme alla Fondazione Matera-Basilicata 2019, sarà inaugurata, a Palazzo Lanfranchi, la mostra 10 Fotografi per 10 Musei.

Lo speciale allestimento, che per la prima volta ‘invade’ e occupa la maggior parte degli spazi espositivi del museo, raccoglie tutte le opere delle mostre fotografiche del progetto 10 Fotografi per 10 Musei (realizzato grazie al Piano dell’arte contemporanea del MiBAC), esposte dallo scorso 19 luglio nei 10 musei del Polo Museale di Basilicata.

Il percorso prevedeva infatti un momento conclusivo che restituisse, a Matera, la ricchezza dell’intero progetto e i diversi punti di vista che lo hanno animato.

Protagonisti di questa straordinaria avventura fotografica, con la quale il Polo Museale ha cercato di dare una risposta alla domanda: “In che lingua parlano i nostri Musei?” sono stati infatti dieci fotografi, diversi per esperienza, età, genere, linguaggio, che hanno indagato i diversi musei del Polo: Francesco Radino [Museo di Palazzo Lanfranchi], Mario Cresci [Museo Archeologico Domenico Ridola di Matera], Pierangelo Laterza [Museo Archeologico di Metaponto], Angela Rosati [Museo Archeologico della Siritide di Policoro], Francesco La Centra [Museo dell’Alta Val d’Agri a Grumento Nova], Alfredo Chiarappa [Museo Archeologico Dinu Adamesteanu di Potenza], Cosmo Laera [Museo Archeologico Massimo Pallottino di Melfi], Michele Battilomo [Museo e Parco Archeologico di Venosa], Federica Danzi [Museo Archeologico di Muro Lucano] e Luca Centola [Palazzo Ducale di Tricarico].

Ciascuno di loro ha potuto interpretare e “mettere a fuoco” l’identità e le caratteristiche, evidenti o nascoste, dei musei che compongono la rete del Polo museale della Basilicata.

Il risultato è una straordinaria carta di identità visiva della nostra rete, un mosaico di luoghi, patrimoni e comunità che restituisce con chiarezza, attraverso l’occhio esterno degli artisti chiamati a cimentarsi con il progetto, l’elemento di fondo che lega tutte le realtà, al di là delle specifiche declinazioni e peculiarità patrimoniali: la presenza delle persone, le storie che si intrecciano con la Storia.

Le fotografie dei 10 artisti saranno ora tutte visitabili nel Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna della Basilicata di Palazzo Lanfranchi secondo i consueti orari di apertura (Lunedì-Domenica 9.00-20.00; Mercoledì 11.00-20.00).

“L’idea che ha guidato il progetto – ha dichiarato la direttrice del Polo Museale di Basilicata Marta Ragozzino – è sempre quella di mettere in rete i musei del Polo, per costruire concretamente il primo elemento del sistema regionale. Un’idea che rappresenta la nostra sfida quotidiana, declinata in moltissimi modi, perché crediamo che tutti i nostri musei debbano essere aperti alle comunità, sempre più accessibili e inclusivi, sempre più capaci di dialogare con il presente, che ci permetterà di comprendere e raccontare in maniera più comprensibile il passato. Per fare questo dobbiamo conoscerli meglio tutti, valorizzare le bellezze che conservano e tramandano ma anche le persone che lavorano al loro interno, le attività quotidiane che si svolgono e le potenzialità da far fiorire, pensando concretamente al futuro aperto da costruire insieme. I risultati sono stati sorprendenti, perché le mostre – che confluiscono nell’unico allestimento che si inaugura mercoledì 19 settembre – permettono di capire da dentro, dal centro, dal cuore “in che lingua parlano i nostri musei” e anche in che direzione dobbiamo andare”.

La stampa e l’allestimento delle fotografie sono stati realizzati da DgTales – Racconti Digitali di Martina Franca.

Per maggiori informazioni consultare il nuovo sito istituzionale del Polo Museale della Basilicata http://musei.basilicata.beniculturali.it e le pagine FB dei Musei.

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LA FOTOGRAFIA NEI MUSEI. INTERPRETARE, DOCUMENTARE, RACCONTARE

17-06-2018 21:51

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La fotografia nei musei.
Interpretare, documentare, raccontare


Una giornata di studio promossa dai Musei Vaticani e dall’Accademia di Belle Arti di Brera

In occasione della mostra In piena luce. Nove fotografi interpretano i Musei Vaticani, in programma a Palazzo Reale dal 24 maggio all’1 luglio 2018, il giorno 4 giugno alle ore 11 verrà organizzata presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Sala Napoleonica) un incontro intorno ai temi della fotografia nei musei tra documentazione e interpretazione.
Per il progetto In piena luce, nato all’interno dei Musei Vaticani con l’intento di creare il primo fondo di fotografia contemporanea dei Musei, è stato chiesto a nove diversi autori di lavorare nei Musei Vaticani come su un corpo unico e complesso, osservando, ognuno per la propria specializzazione, una parte di quello stesso corpo. Così, tra immaginazione e ricordo, documentazione e interpretazione, Bill Armstrong, Peter Bialobrzeski, Antonio Biasiucci, Alain Fleischer, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Rinko Kawauchi, Martin Parr e Massimo Siragusa, hanno composto un insieme di immagini che diventa archivio del presente, strumento di comprensione e osservazione, chiave di accesso per indagini future attraverso le loro visioni, diverse ma tutte attuali e in qualche modo necessarie.
In piena luce offre quindi una serie di spunti da approfondire, per chi osserva, studia e vive le grandi macchine dei musei, la loro storia, il loro futuro e la loro rappresentazione e documentazione fotografica.


Interverranno
Franco Marrocco, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera

Cosmo Laera, docente all’Accademia di Brera di Fotografia, Architettura e Paesaggio

Simone Bergantini, docente di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Brera

Ignazio Gadaleta, artista e docente di pittura Accademia di Belle Arti di Brera

Alessandra Mauro, direttrice editoriale di Contrasto e curatrice della mostra

Micol Forti, responsabile della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani e curatrice della mostra

Giovanni Careri, professore all’École des Hautes Études en Sciences Sociales e allo IUAV di Venezia

Johanne Lamoureux, docente di Arte Contemporanea all’Università di Montreal

Antonio Biasiucci, artista e fotografo

Francesco Jodice, artista e fotografo

A seguire, una visita guidata all’esposizione con le curatrici della mostra, Micol Forti e Alessandra Mauro, e gli autori Antonio Biasiucci e Francesco Jodice.

La mostra fa parte di Milano PhotoWeek 2018.

Ufficio Comunicazione Accademia di Belle Arti di Brera
Francesca De Paola 02/ 86955.335
Via Brera 28 - 20121 Milano (MI)
comunicazione@accademiadibrera.milano.it
Ufficio Stampa Musei Vaticani

Lucina Vattuone +39.06.69883041
stampa.musei@scv.va

Ufficio stampa e Comunicazione Contrasto
Valentina Notarberardino +39 06 32828237
vnotarberardino@contrastobooks.com

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MOSTRA D'ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA A FENGHUANG / CINA

17-06-2018 19:34

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"Prospettiva interculturale di italiani Contemporanea Art Exhibition" è organizzata dal Comitato d'Arte Phoenix Organizzatore, Phoenix cittadino Cultura e Turismo Investment Co., Ltd., Pechino, la scienza e la tecnologia Co, Ltd Yi Yi ha ospitato un altro mostre d'arte internazionali su larga scala. China National Art News e China Art News Network sono le unità di supporto per questa mostra.
L'Italia, in quanto luogo di nascita del Rinascimento, non solo ha dato i natali a innumerevoli maestri artistici, ma ha anche assistito allo sviluppo e al cambiamento dell'arte mondiale. L'Art Fair Comitato Organizzatore Phoenix invitato tre dei maggiori centri d'arte d'Italia - Roma, Firenze, famosa Accademia di Belle Arti di Milano e artisti ha visitato la Cina e ha tenuto un elevato scambio di profondità accademica dell'arte contemporanea italiana.
Come curatrice di "Mostra d'arte contemporanea italiana in una prospettiva interculturale", la signora Zhang Yidan ha presentato la rassegna di mostre e una serie di attività di scambio. È stato riferito che questa mostra dalla prestigiosa Accademia di Belle Arti di Firenze, Roma Accademia di Belle Arti e Accademia di Belle Arti Brera questi tre lunga e profonda tradizione dell'Accademia di Belle Arti congiuntamente raccomandato al principale eccezionale professore della vecchia Fiera Comitato Organizzatore Phoenix Art Ci sono 25 artisti contemporanei italiani della terza generazione. Da oltre 200 opere presentate da loro, il comitato organizzatore annuale della mostra ha selezionato con cura oltre 140 opere eccezionali. Le esposizioni che coprono il realismo, astratto, le prestazioni e materiali integrati, e altri tipi di ricchi soggetto, lo stile e diversificato, io credo che si possa avere un assaggio del processo di sviluppo dal dell'arte contemporanea italiana.

Artisti italiani partecipanti eseguiranno 15 giorni di creazione di sketch a Phoenix, Zhangjiajie e in altri luoghi, e dirigeranno lezioni in università cinesi e italiane per condividere le loro esperienze creative con studenti cinesi e amanti dell'arte. "Ink Banquet" impostazione del collegamento, gli ospiti saranno invitati in Italia con Huang Yongyu per sperimentare il processo creativo, una volta l'antica pittura a inchiostro cinese, combinata con la tradizionale canto e danza atmosfera, godere il fascino unico di arte orientale.


https://news.artron.net/20180410/n995758_2.html

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PRIMA VISIONE 2017 / GALLERIA BELVEDERE

18-01-2018 23:49

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La Galleria Bel Vedere, in collaborazione con il GRIN, è lieta di presentare la mostra: PRIMA VISIONE 2017, una selezione di immagini realizzate nel 2017 da quarantasette fotografi che hanno scelto Milano come terreno di riflessione o di scoperta.



ph. Cosmo Laera

Bel Vedere Fotografia
Spazio miFAC
via Santa Marta 18
20123 Milano
info@belvederefoto.it
www.belvederefoto.it

martedì-sabato 15.30-19.30

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DIMENSIONE FRAGILE

14-01-2018 18:18

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ph.Cosmo Laera

Le reazioni e le adesioni suscitate dal libro Elogio della fragilità (ed. Mimesis) di Roberto Gramiccia sono alla base della stesura del Manifesto della fragilità che il mondo dell’arte in particolare ha accolto e fatto proprio, dando vita a fermenti culturali diffusi. L’idea del Manifesto nasce dalla convinzione che la Teoria della fragilità e le indicazioni che il libro propone possano stimolare una discussione proficua e creare le condizioni per il sorgere di un movimento culturale ambizioso. Il Manifesto ruota intorno all'idea che la fragilità possa trasformarsi in forza e vede centinaia di artisti, ma anche personalità della cultura, della politica e della società civile, aderire e confrontarsi su un tema di interesse generale. La fragilità, infatti, si presenta come condizione universale, una connessione maieutica tra debolezza, creatività e riscossa, individuale e collettiva.
Per l’occasione si presenta la seconda edizione del libro Elogio della fragilità arricchito di nuovi contenuti.
DIMENSIONE FRAGILE è la mostra che vede coinvolti i 200 artisti che in qualche modo, in determinati periodi, per attitudine, poetica, metodo o linguaggio, hanno creato le loro opere nel segno della fragilità.
Si presentano nel Salone Borromini carte di piccolo formato 14x20 cm, realizzate dagli artisti invitati che con il loro segno testimoniano la propria interpretazione di DIMENSIONE FRAGILE. Piccole carte tenute insieme da un comune sentire e che nella lettura unitaria e complessiva possono restituire il senso del “movimento”.
La Biblioteca Vallicelliana, promotrice di numerose iniziative culturali, è una realtà viva e aperta, pronta a sostenere e produrre progetti, idee, fermenti. In questo caso, l’obiettivo è attivare un circuito virtuoso di scambio e confronto artistico e culturale tra alcune nuove tendenze e uno dei luoghi più affascinanti del vasto patrimonio storico artistico italiano. Lo spazio borrominiano dedicato alla conservazione bibliografica e alla ricerca, nondimeno entra in relazione con forme espressive del presente contribuendo a una interpretazione del contemporaneo.
Le opere in mostra verranno donate alla Biblioteca Vallicelliana
per la creazione di una collezione che verrà incrementata nei successivi appuntamenti annuali in biblioteca.
In collaborazione con HIDALGO ARTE e I MARTEDI’ CRITICI
BIBLIOTECA VALLICELLIANA
Piazza della Chiesa Nuova 18, 2°piano, Roma
tel. 06.68802671 www.vallicelliana.it - b-vall.promozione@beniculturali.it
OPERE FRAGILI DI:
Ilaria Abbiento - Alessandra Abbruzzese - Ennio Alfani - Franco Altobelli - Nicola Amato - Antonio Ambrosino - Giovanni Anceschi - Valerio Anceschi - Sonia Andresano - Salvatore Anelli - Claudia Angrisani - Enrico Antonelli - Caterina Arcuri - Chiara Arturo - Paolo Assenza - Michele Attianese - Laura Baffi - Mariantonietta Bagliato - Giulia Barone - Ludovica Bastianini - Manuela Bedeschi - Tiziano Bellomi - Isotta Bellomunno - Jacopo Benci - Cinzia Benigni - Paolo Bielli - Sergio Bianchi - Lucia Boccalone - Renata Boero Medini - Claudio Borghi - Adalberto Borioli - Lia Bottanelli - Gennaro Branca - Rossana Bucci - Valeria Cademartori - Ennio Calabria - Silvia Celeste Calcagno - Maurizio Capisani - Pietro Capogrosso - Antonio Carbone – Miki Carone - Roberto Casiraghi - Francesco Castellani - Lucilla Catania - Franco Cenci - Pierluca Cetera - Italo Chiodi - Sonia Cipollari - Angelo Colagrossi - Ferdinando Coloretti - Sabrina Conte – Paolo Guglielmo Conti - Daniela Corbascio - Sonia Costantini - Barbara Crimella - Publia Cruciani - Vittorino Curci - Cristina Cusani - Fernando De Filippi - Anna De Francesco - Luigi Dellatorre - Guillermina De Gennaro - Maria Rita De Giorgio - Giulia Del Papa - Dana De Luca - Federica De Luca - Iginio De Luca - Nino De Luca - Valentina De Martini - Giulio De Mitri - Pietro Di Terlizzi - Paolo Di Nozzi - Elena Diaco Mayer - Chiara Diamantini - Cristiana Di Ricco – Manlio Epifania - Marco Ercoli - Marco Fattori - Ugo Ferrero - Enrico Fico - Mariano Filippetta - Luigi Filograno - Pietro Finelli - Raffaele Fiorella - Danilo Fiorucci - Andrea Fogli - Giovanni Fontana - Stefano Fontebasso de Martino - Paola Fonticoli - Isabelle Fordin - Giancarla Frare - Vincenzo Fratini - Perluigi Fresia - Laura Fusco - Giovanni Gaggia - Maria Stella Gallas - Maria Cristina Galli - Michele Giangrande - Claudia Giannuli - Bruna Ginammi - Nicola Gnesi - Valentina Goretti - Marco Grimaldi - Luca Guatelli - Paolo Iacchetti - Francesco Impellizzeri - Alfonso Maria Isonzo - Iginio Iurilli - Ernesto Jannini - Mario Jerone - Mojmir Jezek - Susanne Kessler - Rada Koželj - Chiprima Kypoy - Cosmo Laera - Lucia Lamberti - Sandra Lazzarini - Micaela Legnaioli - Silvana Leonardi - Maurizio Leoni - Oronzo Liuzzi - Christian Loretti - Federico Losito - Adele Lotito - Massimo Luccioli - Giulia Madiai - Danilo Maestosi - Francesca Macina - Mauro Magni - Angelo Maisto - Vito Maiullari - Elisa Majnoni - Pino Malerba - Cristina Mangini - Marco Manzo - Susy Manzo - Roberta Maola - Antonio Marciano - Anna Marino - Vincenzo Marsiglia - Dunia Mauro - Umberto Meroni - Pierpaolo Miccolis - Roberto Micheli - Ezia Mitolo - Giuseppe Modica - Jose Molina - Riccardo Monachesi - Daniela Monaci - Riccarda Montenero - Albano Morandi - Franco Mulas - Massimo Nardi - Giuseppe Negro - Fabio Nicotera - Daniele Nitti Sotres - Maria Teresa Oliva - Gonzalo Orquin - Luca Padroni - Tommaso Palaia - Alice Paltrinieri - Stefano W. Pasquini - Pippo Patruno - Maria Pia Petrini - Anna Pezzoli - Jasmine Pignatelli - Natale Platania - Teresa Pollidori - Antonella Raio - Stefania Ranghieri - Carlo Alberto Rastelli - Giulia Ripandelli – Tiziana Rivoni - Paola Romoli Venturi - Giulia Ronchetti - Massimo Saverio Ruiu - Mara Ruzza - Antonio Sammartano - Sandro Sanna - Francesco Sannicandro - Alba Savoi – Eugenia Serafini - Lino Sivilli - Skin&Bones Illustration – Elisabetta Sonnino - Jolanda Spagno - Valdi Spagnulo - Osvaldo Spagnulo - Georgina Spengler – Sprout/Baum - Silvia Stucky - Giuseppe Sylos Labini - Patrick Tabarelli - Meri Tancredi - Paolo Tatavitto - KeziaT - Alberto Timossi - Mona Lisa Tina - Isabella Tirelli - Michela Tobiolo - Alberto Torres Hernandez - Stefano Trappolini - Franco Tripodi - Ivano Troisi - Francesca Tulli - Clara Turchi - Oscar Turco - Fosco Valentini - Viviana Valla - Delphine Valli - Mara van Wees - Giorgio Vicentini – Giovanna Vinciguerra - Cecilia Vitiello - Raffaela Vittori - Fiorenzo Zaffina – Serena Zanardi - Virginia Zanetti - Nacho Zubelzu - Emiliano Zucchini

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UN PASSO DAL CIELO

23-11-2017 12:18

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Il paesaggio per C©osmo.
Ibernati in una luce glaciale. E qualcosa… sull’uomo del Similaun.
di Giuseppe Goffredo
Una figura nera rimpicciolita davanti alla grandezza di uno specchio glaciale, ibernata dal freddo alpino negli istanti multi strato del paesaggio. E’ qui il logo precipitato nel fondo di una memoria che risale nell’obbiettivo del fotografo da un’era primordiale, quando egli ha vissuto a contatto con la luce di una possibile glaciazione primaria. Il dato biografico coincide con uno scarabocchio scuro lasciato nel proscenio quasi a delineare la soglia conscia e inconscia, fisica e metafisica della rappresentazione; mentre alle spalle si apre la vastità del fondale delle montagne che lacrimano scivolando in un grande lago ghiacciato. Il dato biografico e quello metafisico in questa fotografia “A un passo dal cielo” di Cosmo Laera finiscono per farsi da specchio. Sicché la figura in basso e ferma come un proiettile che si arresta, atterrita in una luce irreale, ed irreale è il segno residuo di una scena che rivela la cifra stessa del paesaggio. L’irrompere prepotente del tempo che si verticalizza e ghiaccia. Il presente gela nell’occhio e conserva il tempo nell’attimo in cui è.
Il Paesaggio per C©osmo: dando a questo parola la doppia accezione: maiuscola e minuscola intendendo ciò che è ricercato nel lavoro di Cosmo e ciò che è capace di rivelarsi appunto nel cosmo del paesaggio: interiore, psichico, fisico metafisico.
C’è un dato che mi interessa qui rilevare nella fotografia di Laera ed è: la presenza dell’uomo di spalle. Nella prima fase della mia analisi d’istinto ho pensato al pittore tedesco Caspar David Friedrich, che amava porre le sue figure di spalla mentre osservano la luce del paesaggio. In questo modo chi guarda il quadro sa che il nostro è “uno sguardo di spalle” nel senso che: chi guarda di spalle, sa, che alle sue spalle c’è qualcuno che lo guarda; come dire la presenza di spalle avverte la presenza alle sue spalle e così via. In questo effetto specchio all’infinito ognuno vede alle spalle dell’altro, sicché comprende sé e la presenza dell’altro.
Così lo sguardo del paesaggio entra come dire in una sequenza infinita di sguardi e ognuno di essi è differente e vero; e al tempo stesso ognuno di essi può comprendere questa sequenza allo specchio. Questo però, in un certo senso ci riporta all’invenzione stessa della fotografia, che a differenza della pittura che ha inventato il paesaggio significato, considera la realtà moltiplicabile all’infinito, e ogni riproduzione, nell’infinito dei suoi dettagli ed esperienze replicabile. Spettri di presenze, appunto, che all’improvviso, da Louis Daguerre in poi, sconvolgono la definizione di spazio e di tempo composti in un’immagine.
Cos’è un’immagine fotografica? E noi dentro il suo apparire chi siamo? Queste domande hanno generato sgomento, gettando nel panico gli individui. E ora che siamo totalmente gettati nell’epoca dell’immagine e della fotografia l’orrore della presenza si è moltiplicato fino all’inverosimile. Sicché se la pittura è stata generatrice di significato al contrario la fotografia è diventata nuda esperienza della vista: l’osservabile di chi si può ingegnare a scattare ogni insignificante circostanza e moltiplicarla all’infinito.
Ed ecco l’idea geniale di Laera, egli applica alla nuda esperienza del paesaggio, la figura di spalle che guarda. Laera in altri termini introduce un elemento di scena per codificare il senso, sparigliare così le carte di chi guarda. Egli suggerisce l’orrore della presenza nella storia della fotografia e al tempo stesso, attraverso la figura umana di spalle, introduce uno sbarramento di senso. Così il naturale e il teatrale si ricompongono ed esplodono al tempo stesso verso l’inesprimibile e l’incomprensibile. Quello che vediamo nella fotografia dei paesaggi di Laera è ciò che c’è e si rivela come il nulla dell’essere nella sua forma naturale. Il suo precipitare verticale verso l’irra-presentabilità che pure è rappresentato dalle figure di spalle. In questo senso viene tracciato qui l’asse verticale e orizzontale dell’essere, ciò che i Sumeri designavano come l’Apsû, l’abisso, ovvero ciò che è là, davanti a tutti, che tutti vedono, che le definizioni nominano, ma che in un attimo sfugge a se stesso e a noi, e piomba di nuovo nell’incomprensibile e nell’inesprimibile. Tutto è chiaro e tutto non è. Sicché il visibile diventa velo dell’invisibile suo brivido e carezza perturbante.
Ma vedo qualcos’altro che aleggia nel paesaggio visto da Cosmo Laera ed è la sua luce. Anche qui l’iceberg è un indizio. Poiché la luce indica per quanto mi riguarda una percezione pura dell’apparire.
Il paesaggio nel suo apparire non sa nulla e non desidera sapere nulla, egli non si calcola teleologicamente come fine. Egli non prevede l’essere umano se non come intruso. Il paesaggio si spalanca come sguardo puro, egli sa parlare da solo con la sua luce. Così percepisco nelle fotografie scattate da Cosmo Laera quasi sempre un inquietudine che si addensa proprio nella rarefazione dell’immagine. Serpeggia nelle sue immagini un presentimento di quello che è. E come se Laera dicesse: il fuori di me che ti racconto è il vero ma non è il solo vero che vedi. Il vero che ti mostro è una vertigine di ciò vedi. Per questo chi di spalle guarda quello che tu guardi, come in una sequenza parallela vede ed è visto e costruisce la sequenza infinita del vedere, l’inganno irrimediabile del vedere: quello che nel visibile mai sarà visibile. La perdita, la rovina, la bellezza, ciò che ontologicamente è iscritto nella luce delle cose. Per questo Laera nello scarto fra l’immagine e lo sguardo introduce l’impossibilità di vedere: un residuo insidioso: l’interrogativo sulla vicenda umana di fronte alla natura. E a quell’interrogativo consegna l’inquietudine del nostro destino, scritto sulle spalle di ognuno che guarda.
In certo senso, accentuando la presenza teatrale dei personaggi di spalle, Laera vuole in parte ridicolizzarli e dall’altro dargli una valenza drammatica. Ma il suo vero significato è de-verbalizzare, ovvero liberare dallo sguardo umano la natura. L’uomo ir-resiliente e sicuramente responsabile con la sua verbalizzazione della possibile distruzione della natura e rovina di quello che egli stesso ha costruito con le sue mani. Egli non si è arreso né alle leggi superiori, né alla bellezza sovrana della natura. La specie umana che guarda le cose e il paesaggio, non vede, e per questo che sulle sue spalle si addensa l’ombra della catastrofe.
La rivelazione dell’ir-resilienza inequivocabilmente ci sta davanti, lo stiamo costatando: nulla è più nulla ma al tempo stesso è visibile rovina e bellezza, irreparabilità e mistero delle cose. Inevitabilmente la specie umana contempla la sua caduta e al tempo stesso l’immobile agonia della sua presenza e assenza. L’uomo davanti al paesaggio man mano rimpicciolisce arretra nella rinuncia, attua una lunga sparizione che precipita nel Apsû, nell’abisso del nulla.
E’ questa la “percezione del C©osmo” nelle due accezioni maiuscola e minuscola: suprema consapevolezza lucidata a specchio. Come l’uomo del Similaun trovato a pochi passi da qui nella valle Venosta:
La diga si ruppe e precipitò nel tempo
la sua ascia da caccia ghiaccia fra le sue mani.
L’uomo intorno sentì il rumore del silenzio nel naso.
Un fremito inspiegabile. Una distrazione dell’aria.
A un passo dal cielo.

Giuseppe Goffredo


ARTRIBUNE
GALLERIA KUNSTRAUM
DOLOMITI.IT



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Criss Cross

19-10-2017 16:15

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Criss Cross
La Bellezza della Croce



Dal 20 ottobre al 20 novembre 2017
Inaugurazione
venerdì 20 ottobre 2017 - ore 18.00
A cura di
Bustos Domenech


ph.Cosmo Laera
Opere di
Barbara Crimella, Robert Dandarov, Louis De Cordier, Tomasz Domansky, Pietro Finelli, Cosmo Laera, Paolo Manazza, Giovanni Mangiacapra, Jasmine Pignatelli, Benoit Piret, Danielle Twee Van Zadelhoff
Undici artisti di provenienza internazionale, si confrontano sul tema della croce nella Quadreria al primo piano della prestigiosa sede del Pio Monte della Misericordia a Napoli.
La mostra intende essere un contributo contemporaneo al complesso valore concettuale della croce. La croce s’insinua e abita nelle pieghe di molte rappresentazioni contemporanee, siano esse pittura, scultura, video, fotografia e cinema, segno che la storia e la stratificazione del valore simbolico di questo attraversamento, di questo incrocio – Criss Cross – che unisce i poli verticali e orizzontali delle nostre esistenze, continua ad affascinare e a rimarcare il nostro essere nel mondo.
Criss Cross, curata da Bustos Domenech non è una mostra a tema e neanche documentaristica sul valore simbolico e sulla sua rappresentazione, è piuttosto un corpo a corpo fra l’opera e il luogo, così fortemente connotato. Le opere abitano le stanze e gli spazi della Quadreria al primo piano del Pio Monte della Misericordia, come ospiti che portano la loro presenza e che si lasciano attrarre dalla complessa stratificazione delle opere esistenti e del luogo.
Affinché la mostra non sia un vuoto quanto improbabile exercise tematico (peraltro inarrivabile qualora si volessero seguire le orme di un sentire ancorato alle “forme”) ma, invece, una madeleine proustiana che si rinnova nell’accadimento del qui ed ora della mostra, partiamo da quanto ha detto Martin Scorsese nel suo A Personal Journey Through American Movies, quando lui chierichetto da bambino e seminarista da ragazzo, abbandona l’idea di farsi prete e sceglie il cinema. Egli non vede poi molta differenza tra la chiesa e la sala cinematografica: due luoghi in cui vi è sempre, anche quando non è esplicita, una ricerca di spiritualità. Due modi di rapportarsi alla spiritualità, che in luogo dei riferimenti formali, abbracciano il campo molto più interessante e complesso, di una ri-proposizione ancorata ai linguaggi del proprio tempo abbandonando vuote quanto inutili stereotipie.


La mostra è accompagnata da un catalogo a colori con testo del curatore.

PIO MONTE DELLA MISERICORDIA
VIA DEI TRIBUNALI 253 80139 NAPOLI +39 081446944/73 – FAX +39 081 445517
ORARI e APERTURA: Tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00 – domenica dalle 9.00 alle 14.30
L'esposizione è organizzata dall’Ass. Connessioni Culture Contemporanee, via Lucrino 64 - Napoli
INFO: 339 7919227 | info@connessionicontemporanee.it
http://www.connessionicontemporanee.it/eventi.html

https://www.arte.go.it/event/criss-cross-la-bellezza-della-croce-mostra-collettiva/
http://www.fattitaliani.it/2017/10/napoli-dal-20-ottobre-al-20-novembre-la.html

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Paesaggio materiale e immateriale: campagne fotografiche e nuovi territori dello sguardo

07-10-2017 10:08

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Matera



14 ottobre
Paesaggio materiale e immateriale: campagne fotografiche e nuovi territori dello sguardo

L’evoluzione tecnologica dell’ultimo ventennio ha permesso l’individuazione di nuove frontiere del reale e nuovi paesaggi del nostro quotidiano, determinando la nascita di complessi sistemi culturali, economici e politici e la proliferazione di intere città e caleidoscopi sociali.
Questa realtà è diventata oggetto privilegiato di indagine, racconto e progettazione e architettura, design e arti visive hanno sviluppato pratiche e dispositivi utili alla documentazione e alla progettazione di realtà digitali, elaborando una solida iconografia del paesaggio immateriale.
Tali dispositivi e pratiche hanno conquistato una specifica distanza dal paesaggio sinora conosciuto, contribuendo a un progressivo e diffuso disinteresse nei confronti dei luoghi in cui la maggior parte di noi tuttora vive.
Negli ultimi dieci anni questo nuovo paesaggio immateriale ha ampliato i suoi confini fino ad avvicinare e diffondersi nella molteplicità del paesaggio materiale. Le culture, le economie e le politiche dei due mondi si sono così confuse generando conflitti e tensioni ancora in corso.
E' ora in atto una tendenza crescente, che nasce da un bisogno di ritorno al reale; nuove traiettorie teoriche e operative, che incidono la forma di un quotidiano inedito.
Un paesaggio ibrido, doppio, in via di definizione.
Un panel di alte professionalità nazionali e internazionali si confronta nella giornata di studio dedicata al tema, promossa dal MiBACT in collaborazione con la Fondazione Matera 2019 e con il polo museale regionale della Basilicata.
Quali storie, forme, fenomeni e relazioni sono identificate, oggi, con il termine paesaggio? In una realtà assolutamente nuova, i cui equilibri sono in costruzione, qual è il ruolo, il valore e quali sono le responsabilità politiche della fotografia? Quali metodologie progettuali adotta e quali reciprocità disciplinari costruisce?

GIORNATA DI STUDIO 10h –18h
Sala delle Conferenze, Palazzo Lanfranchi, Piazzetta Giovanni Pascoli, 1, Matera

10h00 Saluti istituzionali:

Patrizia Minardi, Dirigente Ufficio sistemi culturali e turistici Regione Basilicata
Paolo Verri, Direttore generale Fondazione Matera 2019
Lorenza Bravetta, Consigliere del Ministro Dario Franceschini per la valorizzazione del patrimonio fotografico nazionale, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

10h30 – 13h Tavola rotonda: Campagne fotografiche nel paesaggio materiale
Modera:
Marta Ragozzino, Direttore del Polo museale regionale della Basilicata

Relatori:

Olivo Barbieri, Fotografo
Alberto Caffarelli e Andrea Masu, Alterazioni Video, New York
Nicolò Degiorgis, Fotografo, Artista ed Editore
Marco Ferrari, Architetto e Co-fondatore di Studio Folder
Filippo Maggia, Curatore per la fotografia italiana, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Antonio Ottomanelli e Anna Vasta, Fondatori Planar, Bari
Massimo Torrigiani, Co-direttore di Fantom e Direttore Artistico del Polo per l'arte e la cultura contemporanea, Bari

15h – 17h30 Tavola rotonda: Campagne fotografiche nel paesaggio immateriale
Modera:
Giuliano Sergio, Autore e Docente di Storia dell’arte, Accademia di Belle Arti di Urbino

Relatori:

Matteo Balduzzi, Curatore Museo Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo
Angelo Bianco, Direttore artistico Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea, Matera
Gianluca e Massimiliano De Serio, Registi
William Guerrieri, Fotografo e Curatore Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea, Rubiera
Cosmo Laera, Direttore Artistico Matera European Photography e Docente di Fotografia Accademia di belle arti di Brera, Milano
Francesca Marconi, Artista


17h30: Conclusioni e interventi dal pubblico

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FESTIVAL DI FOTOGRAFIA DI CAPRI 2017

23-06-2017 09:07

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Dopo le esperienze espositive di grande successo dedicate alla fotografia, dalla mostra del barone Von Gloeden (2009) a Mimmo Jodice (2010), da Herbert List e Maurizio Galimberti (2011), a Irene Kung e Ferdinando Scianna (2012) inoltre Francesco Jodice e Olivo Barbieri (2013), per proseguire con i Ritratti di Giovanni Gastel (2014) e la mostra di Massimo Siragusa (2015) la Fondazione Capri rilancia e prosegue la propria attività culturale e artistica con una nuova mostra alla Certosa di San Giacomo:

Capri: un’isola per la fotografia. La Collezione ideale
A cura di Denis Curti
Certosa di San Giacomo, Quarto del Priore, Capri
Inaugurazione sabato 24 giugno 2017 ore 19.00
Periodo: 25 giugno – 23 luglio 2017
da martedi a domenica – dalle 10.00 alle 19.00


Mostra in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Turismo
Polo Museale della Campania diretto da Anna Imponente
Certosa di San Giacomo a cura di Patrizia Di Maggio

Capri: un’isola per la fotografia. La Collezione ideale

La mostra sarà la prima di un ciclo sul tema del collezionismo della fotografia, una riflessione sul significato di collezionare: raccogliere immagini per restituire una funzione narrativa alla fotografia. Per dare corpo a questo progetto sono state individuate tre differenti modalità espositive, suddivise in tre anni. La prima mostra Capri: un’isola per la fotografia. La Collezione ideale prevede una raccolta fotografica tematica proposta direttamente dagli artisti con oltre 40 fotografie, come in una sorta di Collezione ideale.
La mostra si sviluppa attraverso 5 sottosezioni che traggono ispirazione dai forti sentimenti che ad ognuno di noi, in maniera universale, evoca l’idea di Isola. Ogni sezione sarà rappresentata dai lavori di 10 fotografi, per un totale di oltre 50 autori in esposizione.


Le cinque sezioni sono:
• Diversità (che comporta un isolamento dalla maggioranza. Ad esempio: minoranze etniche, religiose, politiche…)
• Speranza (Isola come luogo salvifico, terra di una nuova vita)
• Evasione (Isola come luogo lontano, esotico, nel quale fuggire)
• Intimità (Isola come metafora del nostro mondo interiore)
• Solitudine (allontanamento rispetto a tutto il resto)

La seconda sarà una selezione delle opere più importanti provenienti dai Collezionisti privati napoletani. La terza sarà una ricognizione all’interno delle fototeche pubbliche e private di Istituzioni, aziende, e fondazioni campane.



Artisti in mostra

Marina Alessi, Andrea Alfano, Maria Vittoria Backhaus, Isabella Balena, Olivo Barbieri, Gian Paolo Barbieri, Settimio Benedusi, Silvia Camporesi, Cesare Cicardini, Nicola Cicognani, Lorenzo Cicconi Massi, Francesco Maria Colombo, Roberto Cotroneo, Paola De Pietri, Paola Di Bello, Franco Fontana, Maurizio Galimberti, Betta Gancia, Giovanni Gastel, Piero Gemelli, Mario Giacomelli, Giacomo Giannini, Alberto Giuliani, Elena Givone, Alessandro Grassani, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Cosmo Laera, Alizia Lottero, Uliano Lucas, Raffaela Mariniello, Paola Mattioli, Giuseppe Mastromatteo, Malena Mazza, Francesco Merlini, Andrea Micheli, Nino Migliori, Davide Monteleone, Marco Pasini, Roberto Polillo, Efrem Raimondi, Filippo Romano, Andrea Rovatti, Ferdinando Scianna, Emanuele Scorcelletti, Paolo Simonazzi, Massimo Siragusa, Paolo Solari Bozzi, Gaia Squarci, Daniele Tamagni, Lady Tarin.

Inaugurazione
Sabato 24 giugno, Certosa di San Giacomo, ore 19.00

FONDAZIONE CAPRI
MIBACT
CAPRI NEWS
IL MATTINO

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PARETE MANZONI

01-06-2017 17:04

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La fotografia è fatta di luce. Luce che ci permette di trasportare i nostri pensieri da un luogo all'altro e che ci permette di viaggiare nel tempo. Ad ogni immagine corrisponde sempre un piccolo o grande ricordo e ogni ricordo si colloca in una dimensione di realtà che ci ha permesso di realizzare una esperienza.
Mettendo da parte Bergson e le sue riflessioni, ho ricreato una dimensione temporale simultanea, nella fotografia e nell'ambiente, spostando una intera parete dello studio di Francesco Hayez all'interno dello studio di Piero Manzoni. Una sovrapposizione, una stratificazione, ancora più spiazzante per chi si ritrova ad incontrare nello studio di un artista la parete dello studio di un altro del passato. Ma subentra un terzo elemento, o meglio ai due artisti evocati se ne aggiunge un altro, Pietro Capogrosso stavolta presente, una composizione tra passato remoto, passato recente e tempo presente. A questa sollecitazione concettuale corrisponde una stabile e sensibile corrispondenza di pensieri affidati alla fotografia e all'ironia. 


PARETE MANZONI
Cosmo Laera
Incontro - installazione
30 maggio al 17 giugno 2017 ore 17.00-19.00
ex studio di Piero Manzoni
via Fiori Chiari, 16
Milano

more: invito_LAERA.jpg (1.09 MB)

IMG_3732.JPGIMG_3736a.jpgIMG_3729.JPG

DARSI

28-04-2017 00:09

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